TEMI E SOTTOTEMI

QUALI SCEGLIERE?

Tematica generale, filo conduttore, cappello della questione, insomma, chiamatela come volete, ma si parte sempre da qui.  La base di tutto viene rappresentata da una semplice, quanto basilare domanda: che tema vado ad affrontare con questo evento? Come ho imparato sia nella formazione che sul campo, per quanta gli eventi culturali (mio settore) il tema è una “ conditio sine qua non”.  Perché? Semplice, non si può dire di “poter fare cultura”, ma che attraverso la produzione di eventi culturali si possa arrivare ad “esaminare ed analizzare, ma anche affrontare problematiche risolvibili con eventi di questo tipo”.

Cultura è un termine molto usato e molte volte anche inflazionato. Il termine può essere interpretato in modo molto soggettivo dato che per alcuni ci può essere una visione molto più classica o per altri molto più contemporanea. Riprova di questa affermazione è il fatto che ci sono persone che capiscono di più un periodo storico/artistico e che inconsciamente lo paragonano a tutto il resto trovando anche verità proprie come : “ va be ma questo lo potevo fare pure io”.

Ecco, ora fermatevi e pensate a questo contesto storico, alla quantità folle di informazioni disponibili, grazie al web, alla moltitudine di stili, visioni e opere contemporanee, ma anche alla valorizzazione di quelle dei grandi maestri del passato, sono uguali per tutti? Assolutamente no. Lecito quindi farsi più domande prima ancora di partire con un evento culturale che un’altra tipologia di eventi come l’intrattenimento? Assolutamente si. Da qui un piccolo, sparuto, gruppo di ragazze e ragazzi di Piacenza (noi di diciottotrenta) hanno cominciato a pensare a quello che sarà il fulcro di “cARTElloni, la cultura si fa (per) strada”.

Avete mai provato a fare una “mega mostra” per le strade di una città? Noi no, oltretutto, mai provato a mettere insieme più di venti artisti con stili completamente differenti e anche mezzi di lavoro diversi? Ecco, noi no. A questo punto il tutto deve essere racchiuso con il famoso filo conduttore dell’inizio, una tematica che ne racchiuda altre sotto, qualcosa che sia di impatto e che possa far riflettere le persone senza un particolare schema logico di visita come in una galleria dove ci sono mura e percorsi obbligati. Abbiamo pensato e ripensato e alla fine è arrivata l’illuminazione: “la diversità”.

Tutto e niente? Forse, ma ancora più nello specifico: Diversità culturale, diversità come accettazione e diversità di genere. Questi saranno i punti dal quale ogni artista espositore potrà partire, che sia pittore, illustratore, fotografo o altro. Questi saranno anche i punti di arrivo che ogni fruitore dovrà usare per cercare di capire, immedesimarsi e vivere le opere sui cartelloni.

La strada, i quartieri, il grigio del cielo, la signora che aspetta alla fermata del bus e se ne frega, tutto farà da sfondo alle opere, quindi nessun target specifico, nessun preconcetto, tante polemiche.

Come andrà a finire? Venite e lo capirete voi stessi.

Lascia un commento