Gli “Scorretti” del cinema

Gli “Scorretti” del cinema

Qual è la cosa che fa più ridere quando si guarda un film? Probabilmente le battute, è vero, ma se non vengono dette nel modo giusto, accompagnate da espressioni e nel contesto più adatto, non farebbero poi così ridere. In genere, è la scorrettezza con buone dosi di sarcasmo e ironia, (magari) insieme alla bravura degli interpreti a far sì che il film si possa definire divertente. Ci sono tanti attori che non sono prettamente comici ma grazie alle loro interpretazioni “scorrette” sono rimasti nella memoria e ci fa sempre piacere rivedere, anche un pezzettino se li passano in tv per l’ennesima volta (spesso usati come tappabuchi per mancanza di programmazione, fanno ottimi ascolti rispetto a tristi proposte di nuovi programmi d’intrattenimento).

John Belushi, un indimenticabile John “Bluto” Blutarsky nel film “Animal House” (1978, regia John Landis), capo della vendetta contro il malvagio rettore universitario che vuole chiudere il suo club studentesco “Delta”, sua la mitica frase << Quando il gioco si fa duro, i duri incominciano a giocare! >>. Insieme con il suo grande amico Dan Aycroyd farà anche un film non troppo conosciuto “I vicini di casa” (1981) in cui interpreta Earl Keese, a cui si sconvolgerà la vita dopo l’arrivo dei nuovi vicini.

C’è un attore che, secondo noi, fa veramente ridere ed è incredibilmente sottovalutato, Jim Carrey che impersona l’avvocato senza scrupoli Fletcher che, a causa di un desiderio espresso dal figlio, è costretto a dire tutta la verità (nient’altro che la verità!) per un’intera giornata in “Bugiardo bugiardo” (1997) e lo ricordiamo anche per il migliore Grinch di tutti i tempi nel film omonimo di Ron Howard del 2000. Chi non si ricorda di quell’essere verde, rugoso e scorbutico che, a causa di un’umiliazione avuta da piccolo, odiava con tutto sé stesso il Natale?

E il Natale è il periodo in cui è più facile che i brutti sentimenti diano il meglio di sé stessi, una manna per gli “scorretti” di professione. Billy Bob Thornton è un finto Babbo Natale alcolizzato che va in giro dentro un centro commerciale nel primo “Babbo Bastardo” (2003), poi di recente è uscito il secondo. Anche l’Italia mostra i peggiori sentimenti nel periodo delle feste con “Parenti Serpenti” (1992 reggia Mario Monicelli) in cui due anziani genitori annunciano ai figli che non sono più in grado di vivere da soli e bisognerà decidere quale figlio li prenderà in carico. La faida familiare inizia e ovviamente vengono fuori tutti gli scheletri nell’armadio. Nel 2006 è stato un caso molto discusso il film provocazione con Sasha Baron Cohen. L’attore era un reporter kazako antisemita e razzista che viaggiava in lungo e in largo per l’America girando un finto documentario con lo scopo di mostrare il lato più grezzo e stupido di questo paese come testimonianza a favore del Kazakistan.

Lascia un commento